Un conto a interesse composto è un deposito in cui gli interessi accreditati si aggiungono al capitale e possono produrre a loro volta altri interessi. Il nome, da solo, non specifica il tasso, la frequenza degli accrediti o le condizioni del conto.

Perché conta: per capire quanto può crescere il saldo, occorre verificare come vengono calcolati e accreditati gli interessi e se quelli già versati restano remunerati.

Cosa controllare nelle condizioni del conto

Il contratto stabilisce il tasso, la sua durata e le modalità di accredito. Prima di confrontare due conti, controlla le condizioni che determinano il saldo effettivo:

  • Tasso e durata: verifica se il tasso è fisso o variabile e per quanto tempo si applica. Se l’offerta è promozionale, controlla quale tasso si applica al termine della promozione.
  • Calcolo e accredito: confronta la periodicità indicata per il calcolo degli interessi con le date in cui vengono aggiunti al saldo. Gli interessi accreditati possono generare altri interessi solo se restano nel saldo remunerato.
  • Saldo massimo: controlla se il tasso si applica all’intero deposito o soltanto fino a un importo massimo.
  • Costi e prelievi: considera le commissioni e le condizioni per ritirare il denaro. Prelievi e costi possono ridurre il saldo su cui maturano gli interessi.
  • Imposte: gli esempi di crescita lorda non sono il rendimento netto che rimane al risparmiatore.

Un tasso nominale uguale non produce necessariamente lo stesso rendimento effettivo: a parità di condizioni, una capitalizzazione più frequente aumenta il rendimento annualizzato. Per un confronto utile, considera la stessa base temporale e leggi insieme il tasso, gli accrediti e le altre condizioni.

Come cambiano gli interessi con la capitalizzazione

Esempio di calcolo ipotetico: capitale iniziale di 5.000 € e tasso annuo fisso del 10% per tre anni. Nell’interesse composto gli interessi sono accreditati e reinvestiti ogni anno; nell’interesse semplice il calcolo resta sul capitale iniziale di 5.000 €. Senza versamenti, prelievi, commissioni o imposte; non è un’offerta bancaria.

AnnoInteressi semplici dell’anno (€)Saldo con interesse semplice (€)Interessi composti dell’anno (€)Saldo con interesse composto (€)
150055005005500
250060005506050
350065006056655

Con l’interesse semplice, ogni periodo il calcolo si basa sul capitale iniziale. Con l’interesse composto, gli interessi accreditati entrano nel saldo e partecipano ai calcoli successivi.

Con un capitale iniziale di 1.000 €, un tasso annuo del 5% e accredito annuale, dopo un anno il saldo è di 1.050 €. Se gli interessi restano sul conto, al termine del secondo anno il saldo raggiunge 1.102,50 €. Con interesse semplice, alle stesse condizioni, il saldo sarebbe 1.100 €: la differenza di 2,50 € è l’interesse maturato nel secondo anno anche sui 50 € accreditati nel primo.

Un esempio su 100.000 €

La cifra finale dipende dal tasso, dalla durata e dalla frequenza di capitalizzazione. Con un tasso ipotetico fisso del 5% annuo, capitalizzazione annuale e durata di due anni, 100.000 € diventerebbero 110.250 €, con 10.250 € di interessi lordi. Il calcolo non considera imposte, commissioni o prelievi e non rappresenta un’offerta bancaria.

Se aggiungi somme ogni mese

Anche i versamenti periodici possono maturare interessi, ma il risultato dipende dall’importo, dalla frequenza, dalla data dei versamenti, dal tasso e dalla durata. A parità di condizioni, una somma versata all’inizio del periodo resta investita più a lungo di una versata alla fine.

Un esempio ipotetico prevede versamenti di 100 € alla fine di ogni mese, un rendimento annuo del 5%, capitalizzazione mensile e una durata di dieci anni: 12.000 € di versamenti arriverebbero a circa 15.528 €. Il rendimento ipotizzato serve solo a illustrare il calcolo, non è una promessa di guadagno.

La formula e le variabili

Formula dell’interesse composto con frecce che associano le variabili al valore iniziale, al valore futuro, al tasso e ai periodi di capitalizzazione.

La formula per un capitale iniziale è A = P × (1 + i)^t: A è il saldo finale, P il capitale iniziale, i il tasso per periodo e t il numero dei periodi. Tasso e periodi devono usare la stessa unità di tempo. Per esempio, un tasso mensile va abbinato al numero di mesi, non agli anni.

Se il tasso annuo nominale è r e gli accrediti avvengono n volte l’anno, per una durata di t anni la formula diventa A = P × (1 + r/n)^(nt). È una proiezione: presume che tasso e frequenza restino quelli indicati e non include costi, imposte, versamenti successivi o prelievi.

Deposito bancario e investimento non hanno lo stesso rischio

Un deposito bancario segue il tasso e le condizioni del contratto. Un investimento in titoli o fondi può invece variare di valore e anche subire perdite; un rendimento ipotetico usato in un calcolo non è un tasso garantito per un investimento.

AspettoDeposito bancario idoneoInvestimento di mercato
Come si forma il rendimentoGli interessi seguono il tasso e gli accrediti previsti dal contratto; se restano nel saldo remunerato, possono capitalizzarsi.I risultati dipendono dall’andamento dell’investimento; il valore può scendere.
Garanzia del FITDPer i depositi idonei presso banche aderenti, il limite è di 100.000 € per depositante e banca.Il FITD non garantisce azioni, obbligazioni e pronti contro termine emessi dalla banca in liquidazione.

Al 26 ottobre 2026, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) indicava una copertura fino a 100.000 € per depositante e banca. I depositi idonei intestati alla stessa persona presso la medesima banca si sommano. Le banche cooperative aderiscono a un sistema di garanzia distinto. Il FITD illustra sul proprio sito quali depositi rientrano nella copertura.

Perdite, inflazione, commissioni e debiti

Le animazioni di Memorias de Tiburón confrontano l’interesse semplice e quello composto con esempi ipotetici di investimento.
La spiegazione di Cristina Dayz tratta i rischi di perdite, inflazione, commissioni e debito nella capitalizzazione.
Grafico ipotetico che confronta il saldo dopo due anni con interesse semplice e composto, partendo da 1.000 € al 5% annuo.

La capitalizzazione non elimina il rischio. Se un investimento perde valore, la base su cui si calcolano i risultati successivi può ridursi; commissioni e inflazione possono inoltre incidere sul risultato reale. Per un debito, gli interessi non pagati possono aggiungersi all’importo dovuto e produrre altri interessi.

Cristina Dayz passa in rassegna perdite, inflazione, commissioni e interessi sul debito nel contesto degli investimenti e dei prestiti.

Prima di scegliere, leggi queste condizioni

Nel foglio informativo e nel contratto, controlla il tasso applicato e la sua durata, la frequenza degli accrediti, l’eventuale limite di saldo remunerato, i costi e le regole per i prelievi. Verifica inoltre se gli interessi accreditati restano nel saldo che produce gli interessi successivi.