Il TAN, tasso annuo nominale, indica il tasso d’interesse applicato al capitale del prestito; il TAEG, tasso annuo effettivo globale, esprime su base annua il costo del credito, considerando anche le spese previste dalle regole applicabili. Per scegliere tra due offerte, quindi, il solo TAN non basta: occorre confrontare il TAEG a parità di importo, durata e calendario dei pagamenti, insieme alla somma complessiva da restituire.

Una commissione iniziale può lasciare invariata la rata e aumentare il costo annualizzato. Anche la periodicità dei pagamenti conta: un tasso nominale annuo e un indicatore annuale effettivo misurano aspetti diversi dello stesso finanziamento.

TAN e TAEG: che cosa indicano

Il TAN serve a calcolare gli interessi secondo le condizioni del contratto. In un prestito con rimborso mensile e interessi calcolati sul capitale residuo, ogni rata comprende una quota di capitale e una quota di interessi. Gli interessi del mese dipendono dal debito che resta da rimborsare.

Il TAEG mette invece in relazione il denaro ricevuto con i rimborsi e i costi considerati nel calcolo, tenendo conto delle rispettive scadenze. Il meccanismo previsto dal quadro europeo del credito al consumo, agli articoli 3 e 19 della direttiva 2008/48/CE, traduce questi movimenti in un’unica percentuale annua.

Questo spiega perché TAN e TAEG possono comparire insieme sulla stessa offerta: il primo descrive il tasso nominale, il secondo offre una misura più ampia del costo. Per sapere quanto denaro uscirà effettivamente dal conto, servono invece gli importi e le scadenze dei pagamenti contrattuali.

Il TAEG è una percentuale, mentre una rata è una somma da pagare a una determinata scadenza. Un TAEG del 15%, per esempio, esprime un costo annualizzato; i versamenti seguono il piano di rimborso del finanziamento.

Quali costi considera il quadro europeo del credito al consumo

Per i contratti che rientrano nel suo ambito, la direttiva 2008/48/CE considera i costi del credito conosciuti dal finanziatore, compresi quelli di alcuni servizi accessori obbligatori. Il trattamento delle principali categorie è il seguente.

Voce di costoTrattamento nel quadro della direttiva 2008/48/CE per il credito coperto
InteressiInclusi nel costo totale del credito
Commissioni e imposteIncluse se collegate al credito e conosciute dal finanziatore
Servizi accessori obbligatoriInclusi quando necessari per ottenere il credito o le condizioni offerte, se il costo è conosciuto dal finanziatore
Spese notariliEscluse
Costi derivanti dall’inadempimentoEsclusi dal calcolo del TAEG

La necessità di acquistare un servizio accessorio è quindi una condizione importante. Se un’assicurazione è obbligatoria per ottenere il prestito o le condizioni pubblicizzate, il suo costo conosciuto dal finanziatore rientra nel quadro descritto. Un TAN inferiore, accompagnato da costi obbligatori, può perciò corrispondere a un finanziamento più oneroso.

Le esclusioni hanno una conseguenza pratica: oltre al TAEG, nel proprio bilancio occorre considerare gli eventuali esborsi che restano fuori dal suo calcolo. Le spese per un ritardo nei pagamenti, per esempio, dipendono dall’inadempimento e possono aggiungersi agli impegni previsti dal piano ordinario.

L’ambito di questa direttiva esclude, tra le altre categorie, i crediti garantiti da ipoteca e quelli destinati all’acquisto o al mantenimento di diritti su terreni o immobili. Le categorie della tabella riguardano dunque il credito al consumo coperto dalla direttiva. Al 17 ottobre 2026, la sua abrogazione è prevista per il 20 novembre 2026.

Come confrontare offerte con condizioni uguali

TAN e TAEG: come confrontare il costo di un prestito

Per capire se la differenza di costo dipende dal tasso o dalle spese, bisogna mantenere ferme le altre caratteristiche del prestito. Un confronto utile parte da questi elementi:

  • Capitale richiesto e somma netta ricevuta. Una spesa trattenuta all’erogazione riduce il denaro effettivamente disponibile.
  • Durata del finanziamento. Un piano più lungo modifica il calendario dei rimborsi e rende diverso il confronto con un prestito più breve.
  • Numero e scadenza delle rate. Contano anche l’eventuale periodo di preammortamento e la data del primo pagamento.
  • Costi iniziali e periodici. Una commissione pagata subito e una spesa addebitata durante il rimborso hanno scadenze diverse, che incidono sul calcolo annualizzato.

Per chi ha bisogno di una determinata somma disponibile, il secondo punto di partenza è quindi il netto ricevuto: due contratti con lo stesso capitale nominale possono lasciare sul conto importi diversi. Per chi deve sostenere una rata entro il proprio budget, serve invece affiancare al TAEG il piano dei pagamenti. La percentuale annuale e l’impegno mensile rispondono a due esigenze distinte.

Un riferimento concreto per capire il peso delle ipotesi è il simulatore dei prestiti personali del Banco de España. Il simulatore spagnolo utilizza importo, durata, tasso nominale, commissioni e altre spese. Presuppone rate mensili costanti, mesi di uguale durata, assenza di un periodo di preammortamento e prima rata un mese dopo la stipula; distingue inoltre le spese iniziali da quelle periodiche. Il risultato è teorico e dipende da queste ipotesi.

Un esempio ipotetico: stessa rata, una commissione in più

Consideriamo un prestito puramente illustrativo di 10.000 unità monetarie, da rimborsare in 12 mesi, con TAN del 12%, rate mensili costanti e nessun periodo di preammortamento. La prima rata scade dopo un mese. Nell’esempio i mesi hanno uguale durata e il tasso mensile è dell’1%.

Questi numeri descrivono un calcolo ipotetico, non un’offerta di un finanziatore.

Senza commissioni

TAN e TAEG: come confrontare il costo di un prestito

Con queste condizioni, la rata è di circa 888,49 unità monetarie. Il costo annuale effettivo è circa 12,68%, ottenuto annualizzando il tasso mensile:

(1 + 0,01)¹² − 1 ≈ 12,68%

La differenza rispetto al TAN del 12% nasce già dalla periodicità mensile utilizzata nel calcolo. Perché i due indicatori siano diversi, quindi, non è necessaria la presenza di una commissione.

Con una commissione iniziale di 100 unità

Manteniamo invariati capitale contrattuale, durata, tasso e rate, aggiungendo soltanto una commissione del finanziatore di 100 unità monetarie, trattenuta all’erogazione e inclusa nel calcolo del costo.

Il debitore riceve 9.900 unità nette e paga le stesse 12 rate di circa 888,49. Mettendo in relazione il netto ricevuto con quei pagamenti mensili, il costo annuale effettivo illustrativo sale a circa 14,97%.

La rata resta uguale perché il rimborso è calcolato sul medesimo capitale contrattuale. A cambiare è la disponibilità iniziale: il debitore riceve meno denaro a fronte dello stesso piano di rimborso.

Il costo espresso in denaro

Le 12 rate ammontano complessivamente a circa 10.662 unità monetarie in entrambi gli scenari. Sottraendo la somma netta ricevuta, il costo complessivo è di circa 662 unità senza commissione e 762 unità con la commissione iniziale.